La graduatoria è una forma di composizione
Undici cartelloni letti riga per riga: ventisei titoli si ripetono, e non è per amore del repertorio.
Fotografia d’apertura
Pubblicità · un nuovo progetto di Enrico MelozziThe Classical Rave PartyLa musica classica non è mai stata così punk.Enrico Melozzi · Orchestra Notturna Clandestina · Niccolò Fabi · Giovanni Sollima · Alessandro Baricco · Anastasio · Fasma · Elsa Lila · Banda dell’Esercito ItalianoDomenica 15 novembre · Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica, Roma · Romaeuropa FestivalBiglietti su TicketOne da 30 € →Ultimi articoli
Archivio completoCronaca
L’ultima pagina del Don Giovanni non l’ha scritta Mozart
Il foglio duecentosettanta dell’autografo è di mano di un copista di cui nessuno sa il nome. Non è un incidente: è il modo in cui si faceva un’opera.
Interpreti
Nel 2018 un’orchestra suonò dodici ore in un palazzo occupato. Il 15 novembre suona a Santa Cecilia.
Dal rave di dodici ore in un palazzo occupato nel 2018 alla sala più grande d’Italia: il 15 novembre 2026 l’Orchestra Notturna Clandestina chiude il…
Nuove opere
Nel 1752 Quantz misurò i tempi musicali con il battito del polso
Il manuale che ci dice come si suonava davvero: le cadenze dentro un respiro, le note disuguali, e un capitolo su come si giudica un’esecuzione.
Il Sistema
Se i secondi violini sono a destra, qualcuno ha deciso qualcosa
La disposizione dell’orchestra non è naturale: è una scelta del Novecento fatta per i microfoni. Che cosa si perde e che cosa si guadagna.
L’inchiesta: il Requiem di Mozart
Tredici puntate, per sempre quiDa rileggere
Otto pezzi che restanoStoria e tecnica
Il cavaliere che accecò Bach e Händel
Storia e tecnica
Il repertorio è una classifica
Storia e tecnica
Il conto del funerale di Vivaldi esiste. Dice che nessuno cantò.
Storia e tecnica
Mozart non fu sepolto da povero. Lo seppellì una legge.
Lungo formato
A Bruxelles, nel 1958, qualcuno tagliò quattro parole dal Requiem
Storia e tecnica
Nel 1920 Stravinskij mise in scena Pergolesi. Quasi niente era di Pergolesi.
Storia e tecnica
Schubert morì a trentun anni lasciando sessantatré fiorini di roba
Storia e tecnica
Il testamento di Heiligenstadt, e la sinfonia allegra che stava scrivendo
Il grande piano
Conservatori e sistema
L’opera dei vivi
Per la prosa lo Stato pretende autori viventi. Per la lirica non chiede un solo titolo scritto da una persona viva. Proposta di legge in undici…
Il repertorio va ridotto alla metà
Metà titoli storici, metà opere nuove nei cartelloni pagati con denaro pubblico. Le tre obiezioni prevedibili, e una Tosca fissa a Roma per pagarne…
Il maestro collaboratore conosce l’opera meglio di tutti e sul manifesto non c’è
Suonare una partitura d’orchestra a prima vista, insegnare le parti, dirigere la banda interna da dietro un fondale.
A Sant’Onofrio quaranta ragazzi suonavano pezzi diversi nella stessa stanza
Il 16 ottobre 1770 Charles Burney arriva a Napoli. Due giorni dopo Piccinni gli dà i numeri: quattrocentodieci ragazzi in tre conservatori. Poi…
Nel 1926 un collegio salesiano vendette dei vecchi volumi. Erano Vivaldi.
Ventisette volumi a Torino, tredici a Genova, quattro anni di trattative e due banchieri. Da lì viene il Vivaldi che si suona oggi.
Toscanini diresse la prima Aida a memoria perché non ci vedeva
Il bis abolito, le luci spente, il cappello via. Che cosa abbiamo guadagnato e che cosa abbiamo perso quando il testo è diventato intoccabile.
Il repertorio non è un patrimonio se lo si suona per non doverci pensare.
Editoriale · numero uno
In programma
The Classical Rave Party · Roma, 15 novembre
Interpreti
RitrattoClara Schumann inventò il concerto come lo conosciamo, e ci ha rimesso
Violoncello
RitrattoBoulanger lesse le sinfonie di Piazzolla e gli disse che dentro non c’era nessuno
Viola
RitrattoClara Schumann inventò il concerto come lo conosciamo, e ci ha rimesso
Organo
RitrattoLa forma sonata si riconosce con tre numeri su un foglio
Direzione
Un pubblico si perde una sera alla volta, e si riprende allo stesso ritmo.
Lettera al direttore artistico
Lungo formato
Il paese che ha più teatri d’Europa e meno stagioni per riempirli
Duemila sale storiche censite, quattrocento con un cartellone regolare. Abbiamo seguito quattro comuni per un anno.
Foto reportageIl primo comune ha riaperto il teatro nel 2019 e da allora lo affitta a chi lo chiede: sette date di prosa, due concerti, un saggio di danza. Il secondo lo ha chiuso per adeguamento antincendio e non lo ha più riaperto.
Nel terzo la stagione la fa un’associazione di volontari che paga i musicisti a percentuale sugli incassi. Nel quarto la fa la banda cittadina, che è l’unica realtà con uno statuto e un bilancio.
Quello che manca non è il pubblico: è chi programma. Un teatro senza direzione artistica diventa una sala prove con le poltrone rosse, e nessuna delibera comunale riesce a sostituire il lavoro di chi sceglie i titoli.
La domanda che ci siamo portati dietro per tutto l’anno è semplice: chi decide cosa si ascolta in provincia, e con quali competenze.
Opinioni
Comitato editoriale
Editoriale
L’opera dei vivi
Per la prosa lo Stato pretende autori viventi. Per la lirica non chiede un solo titolo scritto da una persona viva. Proposta di legge in undici artico
Redazione tecnica
Acustica
Nel 1888 un concorso per posta produsse la Cavalleria rusticana
Un festival televisivo delle opere nuove, dodici titoli in gara e un premio che sia una produzione vera. Con una gara fra i teatri al posto dell’obbli
Osservatorio
Formazione
Il repertorio va ridotto alla metà
Metà titoli storici, metà opere nuove nei cartelloni pagati con denaro pubblico. Le tre obiezioni prevedibili, e una Tosca fissa a Roma per pagarne il
Storia e tecnica
Ascolto
Rossini firmò il contratto a dicembre e andò in scena a febbraio
Il sistema dell’impresa: opere scritte addosso ai cantanti, riuso dichiarato, trentanove titoli in diciannove anni.
Strumenti
Il contratto di Haydn con gli Esterházy: calze bianche, cipria, e la musica non è tua
Primo maggio 1761, quattordici clausole. Presentarsi in anticamera due volte al giorno e chiedere se serve.
Biblioteca
Bach chiese quattro settimane di permesso e tornò dopo quattro mesi
Arnstadt 1705, quattrocento chilometri fino a Lubecca e il verbale del concistoro che gli contesta le note estranee.
Acustica
Schubert morì a trentun anni lasciando sessantatré fiorini di roba
L’inventario giudiziario del dicembre 1828, voce per voce. I manoscritti valutati dieci fiorini, e in casa nessun pianoforte.
Dossier · il lavoro in musica
Tutte le puntate
Foto dossierPrima puntata
Le prime musiciste stipendiate d’Europa erano orfane, e il cognome era lo strumento
Anna Maria dal Violin, Pellegrina dall’Oboe. Alla Pietà di Venezia la musica non era beneficenza, era il motore economico della casa.
Foto dossierSeconda puntata
Ricordi cominciò copiando le parti. Nel 1814 si prese l’archivio della Scala.
Il mestiere che teneva in piedi la produzione musicale, e perché chi copiava finiva per possedere le opere.
Foto dossierTerza puntata
Sei differenze fisiche fra un’orchestra d’epoca e una moderna
Budello invece di metallo, arco convesso, vibrato come spezia, corde meno tese, ottoni senza pistoni, venti persone invece di sessanta.
Recensioni
DiscoLa cadenza d’inganno non è un errore. È il modo in cui la musica prende tempo.
Quattro lingue la accusano di mentire, rompersi, sfuggire, interrompere. Come funziona e come si riconosce ad orecchio.
ScenaIl testamento di Heiligenstadt, e la sinfonia allegra che stava scrivendo
6 ottobre 1802. Quattro facciate che non spedisce, mentre finisce la Seconda in re maggiore.
ConcertoNel 1920 Stravinskij mise in scena Pergolesi. Quasi niente era di Pergolesi.
Parigi, Opéra, 15 maggio 1920. Sipario di Picasso, bacchetta di Ansermet, e sul programma un nome solo. Ci vorranno cinquant’anni d’archivio per…
Cross-over
Il pop e il rock restano un satellite, non una scorciatoia. Entrano quando c’è una questione musicale vera.
Si difende la tradizione scrivendo musica nuova, non ristampando cartelloni.
Manifesto · Melos
Pubblicità100 Cellos · Sollima e Melozzi
Teatro Verdi, Pordenone · 16 ottobre 2026, ore 20.30 · 100cellos.it
La partitura che nessuno riprende in mano è rimasta un documento.
Nota di redazione
Dalla biblioteca · pubblico dominio
FrontespizioL’ultima pagina del Don Giovanni non l’ha scritta Mozart
1710
FrontespizioNel 2018 un’orchestra suonò dodici ore in un palazzo occupato. Il 15 novembre suona a Santa Cecilia.
1768
FrontespizioNel 1752 Quantz misurò i tempi musicali con il battito del polso
1801
FrontespizioSe i secondi violini sono a destra, qualcuno ha deciso qualcosa
1839
FrontespizioDietro il paravento non conta il curriculum, conta un suono
1894
Newsletter
Un numero al mese, nessun’altra mail.
Pubblicità100 Cellos · Sollima e Melozzi
Teatro Verdi, Pordenone · 16 ottobre 2026, ore 20.30 · 100cellos.it

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