Facsimile di una pagina autografa di Mozart, da «Mozart, the story of his life as a man and artist», 1908. Via Wikimedia Commons (pubblico dominio).
Il manoscritto autografo del Don Giovanni sta alla Bibliothèque nationale de France con la segnatura Ms. 1548. Otto fascicoli, rilegati in viola. Sull’ultimo foglio c’è una pagina che Wolfgang Amadeus Mozart non ha scritto.
L’opera andò in scena a Praga il 29 ottobre 1787, al teatro dei conti Nostitz. Mozart aveva composto in fretta, fra Vienna e la Boemia, su nove tipi di carta diversi. Alan Tyson, catalogando le filigrane nel 1992, e poi Wolfgang Plath e Wolfgang Rehm nel commento critico della Neue Mozart-Ausgabe, hanno ricostruito il percorso dei fogli leggendo la carta: Vienna fra la primavera e l’estate del 1787 per quasi tutto, Praga per la coda.
L’autografo è un diario materiale. I primi tredici fogli portano una carta, quelli dal cento al centotrentotto un’altra. Le tinte dell’inchiostro cambiano — marrone scuro, grigio, venature rossicce — e ogni variazione segna un giorno, una penna, un’interruzione. Ci sono fogli rimasti bianchi, pagine strappate, i numeri di Mozart sovrascritti da quelli dei bibliotecari. Un cantiere.
Poi, nel finale del secondo atto, il manoscritto cambia mano.
Le battute dall’ottocentocinquantotto all’ottocentosettantuno stanno su un foglio separato, il duecentosettanta, in una carta che non compare in nessun altro punto: più chiara, più pesante, ventinove per ventitré centimetri. L’inchiostro è nero. Sono gli ultimi accordi, quelli che chiudono l’opera dopo che Don Giovanni è sprofondato. Le ha scritte un copista. Il nome non c’è.
Non è l’unica mano estranea. Per il finale del primo atto, il sestetto e il finale del secondo, Mozart aveva buttato le parti dei fiati e dei timpani su fogli a parte. Quando nel 1799 Johann Anton André comprò il manoscritto da Constanze, quei fogli erano già dispersi. Il commento critico li elenca come perduti. Vuol dire che il finale del primo atto — le tre orchestrine che suonano insieme un minuetto, una contradanza e una tedesca, la pagina più celebre dell’opera — a noi arriva senza i fiati che Mozart aveva scritto.
Il Don Giovanni non è nato come un monumento. È nato come uno spettacolo da consegnare entro il 29 ottobre.
Era il suo modo di lavorare. Nelle scene d’insieme tracciava lo scheletro e lasciava a un copista il resto: l’orchestrazione dei fiati, le parti da cavare. In un teatro con la data fissata non c’era altro modo. Il Don Giovanni non è nato come un monumento. È nato come uno spettacolo da consegnare a una compagnia entro il 29 ottobre.
Anche la storia successiva del manoscritto è una catena di mani. André lo porta a Offenbach. Nel 1855 lo compra a Londra la mezzosoprano Pauline Viardot, tramite il pianista Ernst Pauer, e lo fa rilegare nei fascicoli viola che si vedono oggi. Sulla guardia del primo volume qualcuno ha scritto: «Don de Madame Pauline Viardot».
Quando gli editori moderni hanno dovuto ricostruire le parti perdute, sono andati a cercarle nelle copie: la partitura arrivata da Praga, quelle uscite dalla bottega viennese di Wenzel Sukowaty, gli estratti che si era fatto Beethoven. Hanno confrontato gli errori per capire chi copiava da chi. Il testo che oggi si esegue in tutti i teatri del mondo è, in alcuni punti, un testo che viene da copisti.
Il racconto del genio solo davanti al foglio è del secolo dopo. Nel Settecento la musica era un giardino coltivato da molti, su schemi che tutti conoscevano, e chi teneva la penna in mano non era sempre il compositore. Che il Don Giovanni abbia avuto bisogno di un copista per arrivare in fondo è uno scandalo solo per chi ha imparato la musica dai romanzi.
La filigrana del foglio duecentosettanta non compare altrove. Chi ha scritto quella pagina non ha lasciato altre tracce.
Fonti
Neue Mozart-Ausgabe, Kritischer Bericht zu Don Giovanni (Wolfgang Plath, Wolfgang Rehm), Bärenreiter — https://dme.mozarteum.at/DME/objs/kb/pdf/020517.pdf
Alan Tyson, Mozart: Studies of the Autograph Scores, Harvard University Press
IMSLP, Don Giovanni K. 527 — https://imslp.org/wiki/Don_Giovanni,_K.527_(Mozart,_Wolfgang_Amadeus)
