Enrico Melozzi
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Il Teatro dell’Opera di Roma. Foto di Diego Delso, via Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Mentre Milano apre con Verdi, Roma apre con Stravinskij: il 27 novembre 2026 il Teatro dell’Opera inaugura la stagione con The Rake’s Progress, Michele Mariotti sul podio e la regia dello spagnolo Rafael R. Villalobos. Vale la pena notare la coincidenza che non è una coincidenza: lo stesso titolo entra quest’anno anche alla Scala. Quando due fondazioni rivali puntano sulla stessa opera del 1951, vuol dire che il Novecento sta finalmente diventando repertorio anche in Italia, con appena mezzo secolo di ritardo sul resto d’Europa.

Il cartellone, presentato sotto il titolo dannunziano Il dolce suono mi colpì, allinea undici titoli e qualche accostamento di quelli che fanno discutere volentieri: l’Andrea Chénier affidato allo sguardo cinematografico di Marco Bellocchio con Daniel Oren a gennaio; una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič con la regia di Barrie Kosky e Juraj Valčuha a maggio, che si candida a serata più incandescente dell’anno; l’Iphigénie en Tauride di Gluck firmata Carsen; i verdiani Due Foscari con Pizzi novantenne e poi il Trovatore estivo; la Lucia con la coreografa Karole Armitage alla regia, scelta curiosa per l’opera più cantata d’Italia.

La notizia che a Melos interessa di più sta però in fondo al comunicato: nell’ottobre 2027 La Cenerentola di Rossini, regia di Mario Martone e Mariotti sul podio, si farà al Teatro Valle. L’opera torna cioè nel teatro settecentesco dove nel 1817 la Cenerentola debuttò davvero: un ritorno a casa dopo duecentodieci anni, e la riapertura alla lirica di una sala che Roma ha lasciato dormire troppo a lungo. È esattamente il genere di gesto che questa rivista chiede da sempre: i teatri storici come officine, non come fondali per fotografie. Completano il quadro due opere in concerto, il Barbablù di Bartók e un Barbiere, i balletti con il Lago dei cigni di dicembre e la Terza di Mahler coreografata da Neumeier, e una copertura del contemporaneo affidata al Teatro Nazionale. Fonti: presentazione ufficiale della stagione 2026/27, Teatro dell’Opera di Roma, giugno 2026.

Il testo è delIl Coro di Melos di Melos
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