Enrico Melozzi
0%

Maria Callas, 1958. Via Wikimedia Commons (pubblico dominio).

La serata era di quelle costruite per la storia: inaugurazione dell’anno all’Opera di Roma, Norma con Maria Callas, il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi in palco con la moglie, la Rai a trasmettere. La Callas era arrivata a Roma non in perfette condizioni, aveva festeggiato il Capodanno, e la mattina della recita si svegliò quasi afona. Chiese di essere sostituita: il teatro, che non aveva previsto alcuna sostituta per la più famosa cantante del mondo, la convinse ad andare in scena.

Il primo atto andò come doveva andare: la voce non rispondeva, il loggione rumoreggiò, qualcuno gridò. All’intervallo, in camerino, la Callas decise che non avrebbe continuato. Non uscì più. Il presidente della Repubblica lasciò il palco, il teatro annunciò la sospensione, e la folla accompagnò con insulti la diva che rientrava in albergo, dove per prudenza la fecero passare da un passaggio interno. I giornali del giorno dopo furono unanimi e feroci: il capriccio della primadonna, l’oltraggio al Capo dello Stato, l’Italia offesa. Le interrogazioni arrivarono fino in Parlamento, e l’Opera di Roma le chiuse le porte.

Vista da oggi, la vicenda si legge al contrario. Una professionista malata aveva chiesto di non cantare; un’istituzione, per non rinunciare alla serata di gala, l’aveva mandata al massacro senza rete; e quando il corpo presentò il conto, la colpa cadde interamente su di lei. La Callas si difese con una frase che resta la migliore analisi dell’episodio: la voce non è un organo che obbedisce, e chi canta lo sa. Anni dopo il tribunale le diede ragione sul contenzioso col teatro, a scandalo ormai consumato e carriera segnata.

L’episodio romano è il caso di scuola di un meccanismo che l’opera conosce da sempre e che il pubblico dei social ha solo aggiornato: il divismo è un contratto in cui il pubblico compra anche il diritto alla lapidazione. La stessa sera in cui Roma fischiava, la voce più importante del secolo cominciava a rompersi sotto il peso che le avevano caricato addosso, in un mestiere dove conta solo il suono finché il suono regge. Alla Norma interrotta mancava un atto; alla carriera in teatro della Callas, appena sette anni.

Il testo è delIl Coro di Melos di Melos
♪ Ascolta la mia musica
🇮🇹 IT ▾