del Coro di Melos
Quarta puntata di sei. La musica leggera che passa per l’orchestra lontano dall’Ariston: tre partiture per i Måneskin, un disco di Niccolò Fabi, quattro estati di Notte dei Serpenti e gli ascolti Rai letti uno per uno.
Nel febbraio 2021 Enrico Melozzi non consegnò ai Måneskin una partitura di Zitti e buoni: ne consegnò tre. «Ho proposto tre orchestrazioni di questo pezzo: una più ‘Melox’, una morbida ed una più easy», raccontò all’Adige nel marzo 2021, pochi giorni dopo la vittoria al Festival; il tramite, disse, era stato il produttore Fabrizio Ferraguzzo. La band scelse la prima, «quella che mi apparteneva di più, quella Melox». Il sito del compositore ricorda che quella vittoria portò poi a Rotterdam, ma all’Eurovision non c’è un’orchestra e nessuna fonte attribuisce a Melozzi un ruolo in quella serata. Il dato che resta è un altro: davanti a una band rock, un compositore di formazione classica mise sul tavolo una scelta, non un servizio.
Ai Måneskin propose tre orchestrazioni. Scelsero quella che lui chiamava Melox.
Il filo con la band è ripassato per l’Ariston, dove i Måneskin sono tornati da ospiti nel 2022 e nel 2023 con l’orchestra diretta da Melozzi, secondo il sito della Notte dei Serpenti, e poi si è riannodato con il cantante da solo: il 9 ottobre 2024 Rolling Stone Italia presentò Silverlines (Orchestral Version), versione orchestrale del primo singolo solista di Damiano David scritto con Labrinth, uscito il 27 settembre per Sony Music Italy e Arista Records, l’etichetta americana del cantante, con il video girato al Teatro Grande di Brescia, e scrisse che «L’arrangiamento è stato curato dal Maestro Enrico Melozzi». Il 12 febbraio 2025 Damiano tornò all’Ariston da ospite con Born With a Broken Heart e l’orchestra diretta da Melozzi, riportò Sky TG24. Un singolo nato per le piattaforme che si ritrova addosso un teatro di Brescia è l’esempio più semplice di quel che fa questo compositore: non accompagna il pezzo, lo sposta.
Nel 2022 lo stesso metodo ha toccato due estremi della canzone italiana. L’11 maggio 2022 uscì per Il Volo un arrangiamento definito rock sinfonico di You Are My Everything (Grande amore), eseguito la sera dopo all’Eurovision di Torino, dove i tre erano ospiti della seconda semifinale (All Music Italia, 2022). Il 2 ottobre 2022, all’Arena di Verona, Melozzi diresse l’Orchestra Notturna Clandestina per Niccolò Fabi su arrangiamenti suoi; quel repertorio è diventato Meno per meno, pubblicato da BMG il 2 dicembre 2022. Fabi, parlando con VeronaSera il giorno dopo il concerto, descrisse il lavoro fatto insieme come «in alcuni casi quasi di riscrittura». È la parola che conta: un cantautore che accetta di sentire riscritte le proprie canzoni non ha assunto un arrangiatore, ha cambiato interlocutore.
Fabi all’Arena di Verona parlò di un lavoro «in alcuni casi quasi di riscrittura».
Prima ancora c’era stata la Puglia. Il 28 agosto 2021 Melozzi fu maestro concertatore del Concertone della Notte della Taranta a Melpignano insieme a Madame, e Rai 1 lo trasmise sabato 4 settembre alle 22.30. È il laboratorio di quello che due anni dopo avrebbe fatto a casa sua: un repertorio in dialetto, un’orchestra, voci pop, la televisione. La formula l’ha riassunta lui stesso a TV Sorrisi e Canzoni nel 2024: «poppizzare il dialetto e dialettizzare il pop».
La Notte dei Serpenti, concerto di musica popolare abruzzese in chiave orchestrale prodotto dalla Regione Abruzzo con il Comune di Pescara e realizzato dall’Orchestra Notturna Clandestina, debuttò allo Stadio del Mare di Pescara sabato 29 luglio 2023 davanti a circa 10.000 persone, con Mr. Rain, Giusy Ferreri e Gianluca Grignani. Rai 1 la mandò in onda giovedì 31 agosto, ma in seconda serata, alle 23.20. Il risultato fu di 644.000 spettatori e dell’8,9% di share, con un picco del 10,5% e 1.054.000 spettatori nell’anteprima, secondo i dati riportati da AbruzzoWeb. Melozzi si disse «incredulo di fronte a questi risultati». A Sky TG24, poche settimane prima, aveva spiegato l’intenzione: «Intanto rinnovare il sound senza intaccare la storia», e poi: «Ho creato un cortocircuito che dimostra che la lingua è viva».
Il 2024 e il 2025 sono gli anni di Rai 2. Il concerto del 20 luglio 2024 portò allo stadio circa 20.000 spettatori e sul palco Al Bano, Umberto Tozzi, Noemi, Colapesce Dimartino, Coma_Cose, Filippo Graziani e Giovanni Caccamo; venerdì 23 agosto, in prima serata su Rai 2 con Andrea Delogu alla conduzione, fece 1.056.000 spettatori e l’8,8% secondo Fanpage. Il 20 luglio 2025 le presenze salirono a circa 30.000, con Riccardo Cocciante, Rocco Hunt, Elettra Lamborghini, Paola Turci, la Banda dell’Esercito e Topo Gigio, ma la messa in onda su Rai 2 di martedì 9 settembre 2025 si fermò a 782.000 spettatori e al 5,94%, rilevò LaPresse: il dato più basso delle quattro edizioni. Quella sera Melozzi, oltre a dirigere, fece la spalla a Delogu e cantò alla chitarra (DiLei, 2025). Lo stadio cresceva, la televisione no.
Poi la quarta edizione. Il concerto di sabato 25 luglio 2026, condotto per la prima volta da Elettra Lamborghini, con Baby K, Raf, Patty Pravo, Mr. Rain, Clementino, le Bambole di Pezza, Antonia e il soprano Carmela Remigio, è andato in onda venerdì 4 settembre 2026 in prima serata su Rai 1. Ha fatto 1.617.000 spettatori e il 14,7% di share nella fascia 21.49-0.16 ed è stato il programma più visto della serata, secondo i rilevamenti riportati da DiLei e Napolike. In tre anni il programma ha cambiato tre collocazioni: 644.000 in seconda serata su Rai 1, poco più di un milione e poi 782.000 su Rai 2, un milione e seicentomila in prima serata sulla rete principale. Nessuna di quelle canzoni in dialetto è nata per gli archi. Il pubblico che le ha ascoltate così, in un venerdì di settembre, è quello che il compositore dice di cercare da sempre: «La mia missione è rendere la musica classica di nuovo popolare», si legge sul sito dell’Orchestra Notturna Clandestina.
Nel 2023 la Notte dei Serpenti andò in onda alle 23.20. Nel 2026 ha vinto la prima serata di Rai 1 con il 14,7%.
Resta la tesi, che Melozzi ha formulato più volte senza giri. A Rolling Stone Italia nel 2021: «non si possono fare distinzioni qualitative tra la musica leggera e la musica “colta”», e «quando la musica arriva a milioni di persone forse è più utile di altre». A Libero nel 2023: «Fino alla prima metà del ‘900 il musicista era musicista. Sapeva fare tutto». A Domani nel 2025, parlando di Sanremo: «l’orchestra è carne, sangue e respiro». I casi di questa puntata dicono la stessa cosa: tre partiture a una band, una riscrittura a un cantautore, un repertorio in dialetto a 1.617.000 persone. Chi scrive per il pop venendo da quella formazione non presta un mestiere: cambia l’orecchio di chi sta dall’altra parte.
Il prossimo passaggio è domenica 15 novembre 2026, alle 20, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma: The Classical Rave Party chiude il Romaeuropa Festival, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Sul palco l’Orchestra Notturna Clandestina con Giovanni Sollima, Alessandro Baricco, la Banda dell’Esercito Italiano e gli altri ospiti, e con Niccolò Fabi, che torna davanti alla stessa orchestra dell’Arena di quattro anni fa. Melozzi dirigerà anche estratti da tre sue sinfonie. I biglietti costano da 30 a 40 euro, sulla pagina di Romaeuropa e su Vivaticket. Stavolta non c’è uno stadio né una rete televisiva a contare: ci sono una sala da concerto, un cantautore e la stessa orchestra, e si vedrà chi ha cambiato l’orecchio a chi.
