Enrico Melozzi
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del Coro di Melos

Secondo capitolo di un ritratto in quattro puntate. I dischi con cui Il Giardino Armonico si è fatto conoscere nel mondo.

Lugano, 1993, Studio 1 della Radiotelevisione della Svizzera italiana. Il Giardino Armonico registra Le quattro stagioni di Vivaldi per l’etichetta Teldec, con Enrico Onofri primo violino e Giovanni Antonini alla guida. Il disco esce nel 1994 e raccoglie in un anno il Diapason d’Or, lo Choc du Monde de la Musique, il Grand Prix des Discophiles e il Premio della Fondazione Cini. Chi lo ascolta oggi sente ancora quello che colpì allora: i contrasti di dinamica spinti al limite, i tempi che cambiano come in una scena teatrale, i temporali che fanno davvero paura.

Negli anni seguenti la serie Teldec diventa un catalogo. I concerti per violino e violoncello di Vivaldi, Diapason d’Or e Gramophone Award nel 1996. Il prete rosso e i concerti del Cimento dell’armonia e dell’inventione nel 1997. I Concerti brandeburghesi di Bach, con cui l’ensemble riceve nel 1998 l’ECHO Klassik come orchestra dell’anno. E poi Biber, Locke, la musica strumentale del Seicento che pochi allora suonavano.

The Vivaldi Album, 1999: Cecilia Bartoli e Il Giardino Armonico riportano in vita le arie d’opera di Vivaldi.

Nel 1999 esce per Decca The Vivaldi Album: Cecilia Bartoli canta arie d’opera di Vivaldi, quasi tutte sconosciute al grande pubblico, con Il Giardino Armonico diretto da Antonini. La prima edizione europea è un piccolo libro rilegato, e le vendite sorprendono la stessa casa discografica. Nel 2000 arrivano il Grammy, il Diapason d’Or e l’ECHO Klassik. Il disco segna l’inizio della riscoperta delle opere di Vivaldi, che nei vent’anni successivi sono tornate in scena e in sala d’incisione una dopo l’altra. Antonini lo ricorda come il lavoro che ha portato l’ensemble al successo internazionale.

Con Bartoli la collaborazione continua. Nel 2009 Sacrificium, dedicato alle arie scritte per i castrati, vale all’ensemble l’ECHO Preis e il Gramophone Award. Più tardi arriveranno le produzioni d’opera al Festival di Salisburgo, di cui parleremo nell’ultima puntata. Per Naïve Antonini incide intanto Ottone in villa, la prima opera di Vivaldi, Diapason d’Or nel 2010; per Decca due dischi con il soprano Julia Lezhneva.

Con Isabelle Faust i concerti di Mozart hanno vinto il Gramophone Award come disco dell’anno 2017.

La stagione recente è segnata dall’incontro con la violinista Isabelle Faust. I cinque concerti per violino di Mozart, usciti per harmonia mundi, vincono nel 2017 il Gramophone Award come miglior disco di concerti e come disco dell’anno, oltre al Diapason d’Or de l’Année. Antonini ne ha parlato come di un Mozart «più intimo e più vicino al Barocco». Con Faust arriva nel 2023 anche Il virtuoso, il poeta, dedicato ai concerti di Pietro Antonio Locatelli, altro Diapason d’Or.

In mezzo, dischi che dicono molto della curiosità del direttore. Un Telemann premiato nel 2017 con il Diapason d’Or de l’Année e l’ECHO Klassik. La morte della ragione, raccolta di musiche strumentali del Cinquecento e del Seicento, Diapason d’Or de l’Année nel 2019. What’s Next Vivaldi?, con Patricia Kopatchinskaja, e i concerti per flauto di Vivaldi, in cui Antonini torna solista. Con il Kammerorchester Basel, di cui è direttore ospite principale, ha inciso per Sony Classical l’integrale delle sinfonie di Beethoven e, per Warner Classics, Revolution con Emmanuel Pahud.

Nella prossima puntata entreremo in Haydn2032, il progetto più lungo della sua carriera: tutte le sinfonie di Haydn, con il traguardo fissato ai trecento anni dalla nascita del compositore.

Domenica 15 novembre Giovanni Antonini dirige l’Orchestra Notturna Clandestina in The Classical Rave Party, la serata che chiude il Romaeuropa Festival 2026 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Con lui canta Angelica Antonini. La mattina, alle 11:30, suonano i 100 Cellos. Biglietti da 30 a 40 euro su TicketOne e Vivaticket.

Il testo è delIl Coro di Melos di Melos
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