Enrico Melozzi
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QUANDO IL RAP INCONTRA CHOPIN
La firma di Jacopo Lazzarini

Da «Ouverture» a «OuverFOURe», il pianoforte classico è diventato una delle firme più riconoscibili del rapper milanese. Prima ancora che entrino il basso, la batteria e il beat, c’è quasi sempre lui: il pianoforte. Nel caso di Lazza, però, il pianoforte non è semplicemente uno strumento che accompagna il rap. È una sorta di seconda identità. Ha studiato pianoforte in Conservatorio e che ha trasformato quella formazione in uno degli elementi più riconoscibili della propria discografia.
La dimostrazione più evidente è una parola: Ouverture.
Si inizia dal 2017….
All’interno del suo primo album Zzala, Lazza apre il disco con un brano destinato a diventare molto più di una semplice intro. Ouverture comincia con il pianoforte. Non un giro di accordi scritto per l’occasione, ma il Notturno n. 20 in Do diesis minore di Fryderyk Chopin, eseguito dallo stesso Lazza. Dopo questa introduzione il brano cambia pelle: il pianoforte lascia spazio alla produzione rap e a tutte le caratteristiche. [1] È una scelta che racconta già tutto: due mondi apparentemente lontani che vengono fatti convivere nella stessa canzone, con, soprattutto c’è una differenza fondamentale rispetto al semplice uso di un sample. Lo ha spiegato lui stesso: mentre altri artisti possono prendere una registrazione già esistente, lui preferisce suonare personalmente la parte classica. In un’intervista del 2017 raccontava infatti che la sua formazione classica e quella hip hop si rendono credibili grazie a questo approccio. [2]
Chopin diventa una tradizione
Quella che poteva sembrare una sperimentazione isolata diventa invece una tradizione.
Nel 2019 arriva Ouver2re, che riprende la formula del primo capitolo. Questa volta il materiale pianistico è il Notturno n. 21 in Do minore di Chopin. Ancora una volta il pianoforte precede il rap e Lazza stesso esegue la parte classica. [3] Tre anni dopo, con Sirio, arriva Ouv3rture. Il principio rimane lo stesso: Chopin, pianoforte e voce/rap. Il brano viene accreditato anche a Chopin e alterna la melodia classica alla produzione trap di Lazza e Low Kidd. [4] La saga arriva al quarto capitolo nel 2024 con OuverFOURe, intro di Locura. Questa volta il riferimento è il Notturno Op. 48 n. 1 in Do minore. La struttura è ormai riconoscibile: un’apertura classica che prepara l’ingresso del rapper. [5]
Quattro album, quattro aperture, quattro incontri con Chopin.
Album Intro Chopin
Zzala Ouverture Notturno n. 20
Re Mida Ouver2re Notturno n. 21
Sirio Ouv3rture Notturno Op. 55 n. 1
Locura OuverFOURe Notturno Op. 48 n. 1

Perché proprio Chopin?
Lazza ha parlato più volte del suo rapporto con il compositore polacco. In un’intervista a Billboard Italia, realizzata per una cover story dedicata proprio alla musica classica, raccontava di amare particolarmente Chopin e di riconoscersi nella sua dimensione emotiva. [7] Il legame è talmente forte da essere diventato anche fisico; si è fatto realizzare un tatuaggio che rappresenta il compositore. E quando ne parla, ne sottolinea soprattutto il lato emotivo, il fraseggio e quella capacità di trasformare il pianoforte in uno strumento estremamente espressivo; [8] ed è forse proprio qui che si trova il punto d’incontro. Non tanto nella scelta di utilizzare “musica classica” perché fa prestigio, quanto nella possibilità di utilizzare un linguaggio musicale molto emotivo.
Ascoltando le quattro Ouverture una dopo l’altra, la cosa più interessante è osservare il momento in cui Chopin diventa parte integrante di Lazza. Il pianoforte introduce l’ascoltatore in un ambiente quasi da sala da concerto, poi arriva la voce, il flow entra sopra la partitura e poco dopo il beat prende il controllo; sottolineando come il linguaggio classico non viene cancellato, ma utilizzato come punto di partenza per arrivare al rap. È questo che rende il procedimento di Lazza diverso dal semplice inserimento di un sample classico, dunque il rapporto con la musica classica non si limita alle Ouverture. Nel 2019 pubblica anche Re Mida (Piano Solo), progetto nel quale alcune delle sue canzoni vengono reinterpretate attraverso il pianoforte. Successivamente arriva Sirio Concertos, dove il procedimento viene ulteriormente sviluppato con pianoforte, voce e archi. La musica di Lazza viene quindi trasferita in un contesto più vicino all’ensemble da camera. [9]
Il pianoforte torna anche dal vivo: durante i concerti Lazza ha utilizzato lo strumento per accompagnare e reinterpretare parte del proprio repertorio. [10]
E il rapporto con Beethoven?
Quando si parla del rapporto tra Lazza e la musica classica, può venire spontaneo includere anche Beethoven, soprattutto per le somiglianze che alcuni ascoltatori hanno individuato tra 100 messaggi e la celebre Sonata “Al chiaro di luna”. Ma definirlo un vero e proprio sample di Beethoven sarebbe troppo categorico, diventa più corretto parlare di somiglianza o richiamo musicale.
Nel caso di Chopin abbiamo invece riferimenti molto più documentati e, in diversi casi, il compositore compare direttamente nei crediti. Per esempio, Ouv3rture è accreditata anche a Chopin. [11] La differenza è importante: non tutto ciò che ricorda la musica classica è necessariamente un campionamento di musica classica.
Forse è proprio questo il punto più interessante.
Lazza ha semplicemente preso la musica classica e l’ha resa una sua firma della propria formazione musicale. Il pianoforte non appare come un elemento estraneo, aggiunto per rendere una canzone più sofisticata, fa parte della sua identità artistica. Nel 2023 Billboard Italia lo ha scelto come protagonista di una cover story dedicata alla musica classica, sottolineando proprio questa sua appartenenza. [12] E forse la “saga” delle Ouverture è la rappresentazione più semplice di tutto questo.
Chopin apre la porta, Lazza entra e dopo pochi secondi il salotto diventa una traccia rappata. Il rapporto di Lazza con la musica classica non si configura come un occasionale impiego di elementi pianistici all’interno della produzione rap, bensì come l’esito di una formazione musicale che il rapper ha progressivamente integrato nel proprio linguaggio artistico contemporaneo. In tale prospettiva, la ricorrente presenza di riferimenti alla produzione di Chopin nelle Ouverture costituisce un elemento di continuità attraverso il quale è possibile osservare l’interazione tra tradizione pianistica e linguaggi della musica urban contemporanea.

Il testo è diLuisa De VitaCon la supervisione del comitato tecnico-scientifico di Melos.
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