Enrico Melozzi
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del Coro di Melos

Ritratto di una pianista che la notte clandestina l’ha vista cominciare, e che adesso la ritrova nella sala più grande del Parco della Musica.

Il 30 aprile 2018, nel palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme dove l’Orchestra Notturna Clandestina suonò per dodici ore di fila, al pianoforte si sedette anche una ragazzina di Palermo. Carlotta Maestrini aveva dodici anni. L’anno dopo tornò, per la seconda edizione del rave, diretta di nuovo da Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi.

Era già una veterana, a modo suo. Nata a Palermo il 14 novembre 2005, comincia il pianoforte a cinque anni con Valeria Adamo al Conservatorio Alessandro Scarlatti. A nove anni debutta con orchestra nel Concerto in re maggiore di Haydn a Lecce, diretta da Francesco Libetta. Poi il Teatro Bellini di Catania, il Teatro Massimo di Palermo con il Concerto K. 40 di Mozart, gli Stati Uniti, dove nel 2016 suona Haydn con la Greenwich Orchestra e nel 2019 è invitata al Miami Piano Festival. È lei, al pianoforte, a inaugurare i 100 Cellos negli studi della Rai, sotto la direzione di Sollima.

Carlotta Maestrini seduta davanti al pianoforte, camicia bianca e gilet
Carlotta Maestrini. Foto per gentile concessione dell’artista

Il suo primo disco esce in anteprima su Amadeus, nel numero del trentennale della rivista.

Si intitola L’Alouette, l’allodola di Glinka, ed è registrato al Bartók Studio nel settembre 2019: Haydn, Mozart, Chopin, Mendelssohn, Glinka. Amadeus lo presenta nel dicembre di quell’anno, l’etichetta Movimento Classical lo pubblica nell’ottobre 2020. Nel frattempo si accumulano i premi, il Campochiaro, lo Steinway di Verona, il Premio Eliodoro Sollima, il Premio Abbado, il concorso di Ibla, il riconoscimento Città dei Talenti nel 2018. Poi Ginevra, alla Haute École de Musique, con Ricardo Castro: è lui a insegnarle il pianoforte e la direzione d’orchestra. Fra i suoi maestri ci sono anche il pianista Andrea Lucchesini e Donatella Sollima, sorella di Giovanni.

Poi c’è il duo con Giovanni Sollima. Insieme hanno suonato alle Sale Apollinee della Fenice, al Ridotto dei palchi della Scala, al Museo Nazionale di Ravenna per il Ravenna Festival 2022, e poi a Trieste, Livorno, Rovigo, Modica, Tropea, Palermo. Nel giugno 2022 hanno inciso Untitled, per Movimento Classical, con Beethoven, Mendelssohn, Eliodoro e Giovanni Sollima. I loro programmi sono una lezione di geografia musicale: la Sonata op. 5 n. 2 di Beethoven, un’Aria di Sollima padre scritta nel 1945, la Sonata 2050 di Sollima figlio, costruita su frammenti di Beethoven e di Bach, e in chiusura Kashmir dei Led Zeppelin e Chop Suey! dei System of a Down.

Con Sollima e i Solisti del Teatro alla Scala ha registrato la colonna sonora di Cento domeniche di Antonio Albanese.

Il resto del curriculum ha la varietà di chi suona tanto: Palazzo Pitti a Firenze, la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano con l’Orchestra Coccia di Novara, l’Accademia Filarmonica Romana, la Filarmonica Umbra, il trio con Sollima e la violinista Clarissa Bevilacqua al Ponchielli di Cremona e alla Filarmonica di Trento. Tutto questo prima dei ventun anni.

Carlotta Maestrini appoggiata al pianoforte a coda, davanti a una tenda scura
Carlotta Maestrini. Foto per gentile concessione dell’artista

Ventun anni che compie il 14 novembre. Il giorno dopo, domenica 15, torna a suonare con l’Orchestra Notturna Clandestina, questa volta nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, per The Classical Rave Party, la serata che chiude il Romaeuropa Festival 2026 in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Otto anni fa la notte clandestina stava in un palazzo occupato, e lei aveva dodici anni. Nelle prossime settimane Melos le farà qualche domanda. Biglietti su romaeuropa.net, TicketOne e Vivaticket.

Il testo è delIl Coro di Melos di Melos
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