del Coro di Melos
Seconda puntata di sei. Le date di Enrico Melozzi, da Teramo nel 1977 alla Scala nel 2026, lette come una sequenza di mestieri avviati insieme e maturati con lentezza.
Enrico Melozzi nasce a Teramo nel 1977. A otto anni comincia il pianoforte e scrive i primi brani senza che nessuno glielo insegni; poi arrivano il canto lirico e il violoncello, e il diploma lo prende con il violoncello. Il titolo di Fellow del London College of Music viene dopo, insieme a una definizione che la Treccani riporta e che lui rivendica: autodidatta. Il mestiere del direttore lo impara da dentro l’orchestra. Ha raccontato a Domani nel 2025 di essere stato «spalla dei violoncelli» in una compagine diretta da Donato Renzetti, «una specie di Bernstein italiano», e di aver imparato a dirigere «a un metro dal direttore», seguendo il consiglio del maestro Pedriali: «Se vuoi imparare veramente, devi dirigere con uno strumento per volta».
Gli anni fra il 1999 e il 2007 contengono, uno accanto all’altro, quasi tutti i lavori che farà dopo. Nel 1999 è assistente di Michael Riessler, prima come copista, poi come arrangiatore e produttore artistico. Nel 2001 scrive le prime musiche per il cinema, per il cortometraggio Lo spazzolino da denti di Marco Chiarini. Nel 2002, a venticinque anni, debutta come direttore all’Auditorium Parco della Musica di Roma con una propria opera su Oliver Twist. Nel 2004 fonda con il dj Stefano De Angelis il duo elettronico Lisma Project, nel 2007 l’etichetta indipendente Cinik Records e, nello stesso anno, firma la Sinfonia concertante. Copista, compositore per il cinema, direttore, produttore elettronico, sinfonista: cinque mestieri in otto anni, nessuno dei quali, allora, bastava a vivere.
Copista, compositore per il cinema, direttore, produttore, sinfonista: cinque mestieri in otto anni, nessuno dei quali bastava a vivere
Il cinema, nel primo decennio, è quello dei cortometraggi. Per Il gioco di Adriano Giannini la sua colonna sonora vince il Nastro d’Argento e il Grifone d’Argento a Giffoni. Nel 2009 scrive le musiche per La casa sulle nuvole di Claudio Giovannesi e per L’uomo fiammifero di Marco Chiarini, dove mette in partitura l’organetto diatonico di Danilo Di Paolonicola e porta a casa un premio al festival di Sulmona. Sono premi veri e film piccoli, e nel 2010, a Cinefilos, lui ne parla senza pose: «il cinema per un compositore è il luogo ideale dove sperimentare e arrivare contemporaneamente al grande pubblico». Ha trentatré anni e il grande pubblico, in quel momento, è ancora un’ipotesi.
Il 2012 è l’anno in cui tre delle sue strade si muovono insieme. Dirige l’orchestra dell’Ariston per Noemi, Sono solo parole, terzo posto: è il suo debutto a Sanremo, a trentaquattro anni. Nello stesso anno fonda con Giovanni Sollima il progetto 100Cellos, che prende corpo al Teatro Valle Occupato di Roma. Il 15 settembre 2012, all’His Majesty’s Theatre di Perth, il West Australian Ballet mette in scena il balletto Pinocchio, commissionato a lui, coreografia di Ivan Cavallari; sul podio della West Australian Symphony Orchestra c’è però Myron Romanul. La partitura viaggia più lontano del suo autore. E a Sanremo la stagione continua comincia solo nel 2019, sette anni dopo quel podio, su invito di Achille Lauro e del produttore Fabrizio Ferraguzzo, come ha raccontato al Messaggero nel 2022.
L’Orchestra Notturna Clandestina nasce a Roma nel 2016, quattordici anni dopo Oliver Twist. Melozzi l’ha descritta a TGmusic.it nel 2020 con una frase che non è da ufficio stampa: «È nata da una profonda depressione culturale e personale, da un senso di grande solitudine». Nel 2016 scrive anche le musiche per I vicini di Fausto Paravidino al Piccolo Eliseo, e nel 2017 quelle per Il senso della vita di Emma, sempre di Paravidino, con l’orchestra appena fondata, in prima al Teatro Cuminetti di Trento il 31 ottobre. Nello stesso 2017 arriva Il Piccolo Principe, opera in un atto su libretto e regia di Stefano De Luca, al Teatro Regio di Parma per il cartellone Regio Young, con la Clandestina e il coro di voci bianche del Regio. Quindici anni dopo il debutto, la prima opera nuova in un teatro di tradizione: ed è un’opera per ragazzi. Il primo rave di musica classica, nel 2018, lo abbiamo già raccontato; il 21 febbraio 2020 al Teatro Sociale di Como debutta Opera Crime, dove il pubblico, guidato da un’app, vota il colpevole di un delitto.
«È nata da una profonda depressione culturale e personale, da un senso di grande solitudine»
Il 2021 è l’anno in cui una delle strade si impone. I Måneskin vincono Sanremo con Zitti e buoni, orchestrazione e direzione di Melozzi: nove anni dopo il suo primo podio all’Ariston. Il 28 agosto è maestro concertatore della Notte della Taranta a Melpignano con Madame, in onda su Rai 1 il 4 settembre alle 22:30. Il 2 ottobre 2022 dirige la Clandestina all’Arena di Verona per Niccolò Fabi, con arrangiamenti che Fabi stesso ha definito, a VeronaSera nel 2022, «in alcuni casi quasi di riscrittura», poi incisi in Meno per meno. Ma la stessa stagione contiene il 2023 di Sethu, ventottesimo e ultimo a Sanremo con Cause perse, mentre Mr. Rain, diretto da lui, è terzo. A Libero, quell’anno, ha spiegato così la scelta di non scegliere: «Fino alla prima metà del ‘900 il musicista era musicista. Sapeva fare tutto»; e sul perché cambi genere di continuo: «Potrei risponderle la noia».
La Notte dei Serpenti mostra meglio di tutto quanto tempo serve anche quando una cosa funziona subito. La prima edizione, il 29 luglio 2023 allo Stadio del Mare di Pescara, raduna circa diecimila persone; in televisione, su Rai 1, va il 31 agosto in seconda serata, alle 23:20, e fa 644.000 spettatori con l’8,9 per cento. Nel 2024 passa a Rai 2 in prima serata, 1.056.000 spettatori; nel 2025, ancora su Rai 2, scende a 782.000 e al 5,94 per cento. Solo il 4 settembre 2026, alla quarta edizione, arriva la prima serata di Rai 1: 1.617.000 spettatori, 14,7 per cento, programma più visto della sera. Tre anni per passare dalla seconda alla prima serata della stessa rete, con un calo in mezzo. E nel febbraio dello stesso 2026, a Sanremo, Leo Gassmann diretto da lui chiude ventottesimo su trenta.
La Scala arriva dopo tutto il resto, e arriva di lato. Il 4 giugno 2025 Melozzi dirige i 100Cellos in Tucidide. Atene contro Melo, testi di Alessandro Baricco, musiche di Giovanni Sollima, in una serata benefica per la Fondazione Francesca Rava, fuori dalla stagione d’opera e senza l’Orchestra del teatro. Al Centro, quell’anno, disse: «Un annuncio assurdo, un sogno che si realizza». Il 16 aprile 2026 torna sullo stesso palco con la Banda dell’Esercito Italiano per gli ottant’anni della Repubblica e porta l’Intermezzo sinfonico 1946, tratto dal primo movimento della sua Sinfonia n. 3 in mi minore, incompiuta, trascritta per banda da Filippo Cangiamila: la prima volta che una sua composizione suona alla Scala, con una banda e non con un’orchestra, da una sinfonia non ancora finita. Nel frattempo il suo nome è entrato nell’Enciclopedia Treccani on line, con una voce firmata da Franco Alvisi. Fra Oliver Twist al Parco della Musica e il podio della Scala passano ventitré anni; fra il primo Sanremo e il primo posto, nove; fra il cortometraggio di Chiarini e la prima serata di Rai 1, venticinque.
Fra Oliver Twist al Parco della Musica e il podio della Scala passano ventitré anni; fra il primo Sanremo e il primo posto, nove
Il prossimo appuntamento di questa cronologia è domenica 15 novembre 2026, alle 20, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone a Roma, la stessa casa del debutto del 2002. The Classical Rave Party chiude il Romaeuropa Festival, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: sul palco l’Orchestra Notturna Clandestina, che compie dieci anni, con Giovanni Sollima, Niccolò Fabi, Alessandro Baricco, la Banda dell’Esercito Italiano e gli altri ospiti. Melozzi dirigerà anche estratti da tre sue sinfonie, cioè dal mestiere che fra tutti ha aspettato di più. I biglietti costano da 30 a 40 euro, sulla pagina di Romaeuropa e su Vivaticket. Ventiquattro anni dopo, nella stessa sala, è un altro debutto.
