Firenze, la casa del Maggio Musicale. Via Wikimedia Commons.
Il Maggio Musicale Fiorentino ha presentato la stagione 2027, che coincide con l’ottantanovesima edizione del festival più antico d’Italia, e il disegno è chiaro fin dai numeri: dodici titoli d’opera, sette nuovi allestimenti, venti concerti sinfonici, e al centro il direttore musicale Daniele Gatti, che si prende tre produzioni nuove in un anno solo. Trovatore con la regia di Leo Muscato, Elektra di Strauss affidata allo sguardo teatrale di Stéphane Braunschweig, e un Don Giovanni con Daniele Menghini: Verdi, Strauss e Mozart nello stesso anno sono una dichiarazione di repertorio totale, e Gatti aggiunge sei concerti sinfonici e un’integrale Bruckner spalmata su due stagioni.
Attorno al trittico del direttore, il cartellone lavora per contrasti intelligenti. La rarità vera è Il mondo alla roversa di Baldassarre Galuppi, il veneziano di Goldoni, con la direzione di Chiara Cattani: teatro musicale settecentesco che non si ascolta mai, ed è il tipo di riscoperta che un festival dovrebbe permettersi per statuto. Wagner e il Novecento inglese si dividono il podio: il Tristan und Isolde diretto da Alexander Soddy nella regia di Keith Warner e il Midsummer Night’s Dream di Britten con Ivor Bolton e la regia di Deborah Warner. Il belcanto tiene il centro con Norma diretta da Stefano Montanari, che promette una lettura da strumenti d’epoca, e Anna Bolena con Michele Spotti; completano Traviata, Adriana Lecouvreur, e due titoli in forma di concerto, Tosca con Frizza e Macbeth con Luisotti.
Due note dalla nostra scrivania. La prima: con Anna Bolena sia a Firenze sia alla Scala con Muti nello stesso anno, il 2027 si annuncia come l’anno donizettiano dei confronti, e il pubblico che può permettersi il viaggio farà bene ad ascoltarle entrambe: due scuole di direzione sullo stesso titolo sono la migliore lezione di interpretazione disponibile sul mercato. La seconda è un applauso alla politica dei prezzi: il teatro ha confermato le tariffe invariate, come la Fenice. Quando due fondazioni su due scelgono di rischiare sul repertorio senza scaricare il rischio sul biglietto, qualcosa nel sistema si sta muovendo nella direzione giusta. Fonti: presentazione ufficiale della stagione 2027, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, giugno 2026.
